| ATTIVITA’ SPORTIVE ORATORIANE: SOLO SPORT O QUALCOSA DI PIU’? |
| Scritto da DARIO BIGNAMI |
| Mi è stato chiesto di scrivere questo articolo senza sapere bene e di preciso da che parte cominciare. Verrebbe più facile parlare dei risultati sportivi delle nostre squadre di pallavolo e calcio, dai più grandi fino a scendere ai più piccoli; delle loro “imprese agonistiche”. Ma, al di là del lato tecnico-sportivo, c’è un qualcosa in più di cui bisogna sempre tenere conto, specialmente nell’ambito di una società oratoriana come il GSO S. Fereolo. E’ il lato umano ed educativo. Potrebbe persino essere banale parlare di questo, quando nello sport al giorno d’oggi contano solo i risultati ed i “modelli” che si seguono o che si vogliono imitare (non solo quelli sportivi) il più delle volte sono negativi; invece questi due fattori sono la base di partenza per la formazione e la crescita dei bambini e delle bambine che hanno deciso di intraprendere l’attività sportiva in oratorio. I genitori, gli allenatori ed i dirigenti (che spesso e volentieri sono ancora gli stessi genitori) sono le prime persone incaricate nel far apprendere a questi bambini i veri valori morali che segneranno poi il percorso nella loro crescita nella vita di tutti i giorni. Lo sport in oratorio quindi come “veicolo” per l’aggregazione giovanile e per un progetto educativo e morale. Il percorso educativo parte dal presupposto che nei gruppi che si formano in ogni squadra sportiva si “faccia gruppo” con amicizie vere e sincere, col divertimento nello stare insieme, con la lealtà, al di là del risultato finale di ogni gara fine solo a sé stesso. Solo così si potranno raggiungere alti risultati, e non parlo solo in senso sportivo, nel corso della vita. Un’amicizia nata da bambini e “coltivata” bene può durare tutta la vita se le persone in questione hanno seguito un percorso educativo improntato al rispetto degli altri (e per altri intendo i compagni di squadra, gli avversari, gli arbitri, i genitori, gli allenatori, i dirigenti, i compagni di scuola, gli insegnanti scolastici, i sacerdoti, ecc.) in primis, e poi di sé stessi. E’ un percorso che costa sacrifici e tanto impegno, inutile negarlo, ma soltanto scegliendo questo percorso educativo si potranno creare i presupposti per far sì che la crescita di questi bambini stia prendendo la strada giusta. |
