| Ci sono allenamenti e allenamenti... |
| Scritto da Enrico |
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Ci sono allenamenti e allenamenti. Allenatori e allenatori. Ognuno ha le proprie metodologie, i propri programmi, le proprie convinzioni, il proprio stile. Io ho iniziato quattro anni fa. Giocavo ancora nella seconda categoria del GSO quando un venerdì sera mi proposero di dare una mano al settore giovanile del San Fereolo e di seguire come allenatore la squadra dei piccoli amici. Ricordo che all'inizio fui molto titubante. Oltre al tempo richiesto, mi preoccupava molto il fatto di non essere molto preparato a riguardo. Giocavo a calcio da più di venticinque anni, ma ero convinto che questo non sarebbe bastato per fare le cose in modo ottimale. Non mi ritengo così anziano... Sono del 1976... però i tempi e le metodologie di allenamento cambiano molto spesso e poi... potevo fidarmi solo della mia esperienza e del lavoro visto negli allenamenti che ho svolto in tanti anni di calcio? Sapevo che lavorare sui bambini non era la stessa cosa che lavorare con gli adulti... in più' mi volevano affidare i piccoli amici, la categoria più' importante di tutto il settore giovanile! Dopo qualche giorno, decisi di accettare l'invito della Società a patto che venissi iscritto al primo corso di allenatori organizzato dalla FIGC che fortunatamente, scoprii in seguito, sarebbe iniziato pochi mesi dopo. Nel frattempo decisi di darmi da fare e di documentarmi sul web e di acquistare dei libri specializzati nel calcio giovanile. Come immaginavo le cose erano cambiate... e parecchio!! Mi resi conto che gli allenamenti che mi facevano quando ero un pulcino erano totalmente diversi rispetto a quelli attuali. Non persi tempo e cominciai ad aggiornarmi. Notai che quasi tutti i libri parlavano con insistenza delle “fasi sensibili”, termine che non avevo mai sentito in tutti i miei anni di calcio. In pratica, le “fasi sensibili” individuano per fasce d'età, quali prestazioni godono del maggiore margine di allenabilità e miglioramento. Ancor più' semplicemente mi stavo rendendo conto di quanto fossero inutili i giri di campo che i miei allenatori mi facevano fare quando ero un piccolo calciatore in erba! Vidi che c'era tanto da imparare ma la cosa mi interessava... ma ancora di più' mi interessava lavorare al meglio con i bambini, conscio che prendendo con superficialità il mio ruolo di allenatore avrei potuto danneggiarli e magari compromettere addirittura la loro crescita a livello motorio! In poco tempo mi resi conto che non potevo trattare dei bambini come degli adulti in miniatura, e che ogni fascia d'età necessita di allenamenti differenziati. Lo sviluppo delle capacità coordinative (es. equilibrio, destrezza, ritmizzazione, etc...) allenate attraverso esercizi specifici o mediante l'acquisizione della tecnica, diventarono l'obiettivo principale di ogni seduta di allenamento, a discapito dello sviluppo delle capacità condizionali (Forza, resistenza, velocità) che devono essere allenate a tempo debito, quando il fisico dei bambini ha raggiunto un certo sviluppo (generalmente dopo la pubertà). Feci una programmazione annuale degli allenamenti, nella quale individuai gli obiettivi che dovevo raggiungere dopo ogni seduta, ogni ciclo e alla fine dell'anno e iniziai la mia avventura di allenatore. Un'altra grande novità rispetto ai “miei tempi”, fu la scoperta che la FIGC classifica come “non agonistiche” le categorie dai “Piccolo amici” agli “Esordienti”. Di fatto le partite settimanali NON FANNO CLASSIFICA e devono essere vissute come un momento di confronto per misurare le proprie capacità e verificare quanto appreso durante gli allenamenti senza la morbosa ricerca della vittoria a tutti costi. Abbracciai subito questa filosofia che comunque era già radicata nel mio modo di vedere il calcio giovanile. Pochi mesi dopo l'inizio dell'attività, iniziai il corso FIGC di “Istruttore di scuola calcio” che mi impegnò per più di quattro mesi. Fu un'esperienza molto interessante durante il quale imparai a come programmare una stagione sportiva, come impostare una seduta di allenamento, cosa aspettarmi dai bambini durante la partita e durante gli allenamenti. Insomma, mi diede tantissimi spunti su come poter operare al meglio coi miei piccoli atleti. Oggi il mio gruppo è cresciuto.... Siamo arrivati all'ultimo anno di pulcini. Personalmente sono molto contento del lavoro che ho svolto con loro finora. Devo dire che ho avuto la fortuna di avere degli allievi molto desiderosi di imparare e questo ha contribuito non poco a facilitarmi le cose. I progressi continuano, allenamento dopo allenamento, mese dopo mese, partita dopo partita. La loro crescita calcistica e non è anche la mia crescita. In prospettiva ho intenzione di iscrivermi al corso di “Allenatore di base” organizzato dalla FIGC. Un ulteriore passo in avanti che vorrei fare per poter garantire ai bambini che ho e che avrò il piacere di seguire, una sempre maggior competenza e professionalità. Enrico Mulazzi Allenatore pulcini 1999
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