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SE UN GIORNO FOSSI PADRE… |
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Scritto da Roberto Folletti
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Venerdì 30 Marzo 2012 15:09 |
Se un giorno fossi padre, vorrei che mio figlio praticasse uno Sport con la “S” maiuscola, in cui abbia a disposizione un ambiente a misura di bambino e grazie al quale possa imparare il rispetto delle regole e delle figure che lo circondano, come l’allenatore e i compagni; un ambiente in cui gli venga insegnato che si gioca sempre con gli avversari, e non contro, una società nella quale i genitori siano semplici spettatori applaudenti mentre i protagonisti di ciò che accade in campo rimangano unicamente i bambini. Mi piacerebbe, infine, che questo ambiente assomigliasse ad ogni singolo campo di gara e non soltanto a quello di mio figlio.
Se un giorno fossi padre, vorrei accompagnarlo alla partita dandogli un paio di consigli su come giocare, senza però farlo sentire sotto pressione o in dovere di qualcosa e, alla fine di ogni gara, mi piacerebbe scambiare quattro parole, evitando prediche inutili per soffermarmi invece su ciò che di bello è riuscito a fare, sulle emozioni vissute e sullo stato d’animo del momento. Il risultato, dunque, mi interesserebbe relativamente, anzi… non mi interesserebbe affatto! E ancora, vorrei accompagnarlo agli allenamenti, fermarmi a salutare gli altri genitori e, perché no, assistere all’intera seduta, senza però giudicare o correggere, astenendomi da qualsiasi commento; e se un giorno l’allenatore decidesse di lasciarlo in panchina, vorrei solo fargli comprendere l’importanza dell’impegno costante, del mettercela sempre e comunque tutta, titolare o meno. Vorrei quindi stargli a fianco senza essere invadente, dimostrare quanto tengo a quel che fa lasciandogli però i suoi spazi, accompagnarlo nell’esperienza sportiva in modo che resti qualcosa di divertente e spensierato il più a lungo possibile.
Se un giorno fossi padre, non vorrei alimentare futili discussioni con gli altri genitori circa l’aspetto agonistico della squadra, così come non desidererei influenzare troppo l’allenatore: certamente scambierei due parole su come va mio figlio ma per il resto niente consigli, sicuramente lui sa cosa fare, altrimenti non sarebbe nella società che ho scelto per la crescita di mio figlio. A volte potrò non essere d’accordo sul suo operato, vorrò dire la mia, ma mi morderò la lingua, convincendomi dell’assurdità del compiere scelte contro il gruppo con il quale condivide la fatica dell’allenamento, la gioia della vittoria e l’amarezza della sconfitta. Il mister conosce i bisogni della squadra, è lui che ha insegnato a mio figlio che la cosa più importante non è quel che si ottiene giocando, bensì ciò che si diventa grazie al gioco: niente giudizi allora!
Non so se sarò mai padre, ma se un giorno lo diventerò so per certo che donerò a mio figlio un amore incondizionato e, nello sport, lo chiamerò sempre “il mio campione”, senza se e senza ma, a prescindere dai risultati che raggiungerà. Probabilmente sarò io a deludere mio figlio, piuttosto che il contrario… |
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Ai giovani servono emozioni |
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Scritto da Roberto Folletti
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Sabato 03 Marzo 2012 23:56 |
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Era una fredda sera d’inverno, più precisamente la sera di venerdì 20 gennaio 2012…Rintoccavano le 23 quando ho visto uscire dall’oratorio di Sant’Alberto un bambino solo, nonostante l’ora tarda, e con il giubbotto slacciato; l’ho notato immediatamente! Aveva qualcosa che mi colpiva: era come se l’avessi già visto. Si, l’avevo già visto, sicuramente…molti anni fa…forse lo conoscevo…si, lo conoscevo. Ma ciò che mi ha colpito maggiormente sono stati gli occhi, pieni di luce che sembravano parlare, pieni di gioia, di emozioni…emozioni di un bambino, incomprensibili per un adulto, ingenui, forti. Aveva l’adrenalina a mille, il suo corpo era come avvolto in un alone di entusiasmo, camminava a tre metri da terra, anzi, tre metri sopra il cielo…ne ero incuriosito! Non potevo allontanarmi, non potevo lasciarlo solo…dovevo capire…mi avvicinai e gli domandai cosa facesse in giro a quell’ora e da dove provenissero quelle emozioni che inconsapevolmente trasmetteva; non l’avessi mai fatto! Iniziò a parlare e finì solo allo spuntar del sole!
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Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Marzo 2012 15:12 |
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SPORT "IN URATORI", NO "DA URATORI" |
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Scritto da Roberto Folletti
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Giovedì 22 Dicembre 2011 09:04 |
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Normalmente delle Società che fanno sport in oratorio si tende a parlarne in tono riduttivo dicendo che fanno sport da “uratori” ad indicare un’attività di secondo piano, lasciata al caso. Al G.S.O. San Fereolo possiamo tranquillamente affermare che non si fa sport da “uratori” ma sport in “uratori”. Era il 2 Ottobre 2005 quando il nostro Parroco cercò di spiegare questo concetto durante la presentazione dell’attività di quell’anno sportivo.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Marzo 2012 15:13 |
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Sabato 03 Dicembre 2011 00:00 |
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Un altro anno sta andando mestamente in archivio, ma prima di concludersi c’è un grande colpo di coda. Le feste natalizie sono come il corollario di una parentesi che va a chiudere un periodo della nostra vita. Per noi fedeli, invece, è un momento carico di grandi significati. Soprattutto il S. Natale, con quella notte dall’atmosfera sublime in cui si venera la venuta di Gesù Bambino che viene a piantare la sua tenda in mezzo a noi. Già di per sé l’atto della nascita di un bambino è un momento carico di gioia e di felicità, non solo per i genitori, ma per tutta uno s chiera di persone. Figuriamoci poi per noi tutti l’incarnazione di nostro Signore che con il Suo grande amore è venuto ad indicarci le vi e della salvezza con la sua parola ed il suo esempio: è una festa straordinaria! Per meglio viver e questo grande appuntamento vengono programmati alcuni momenti di meditazione e di
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Sabato 26 Novembre 2011 00:00 |
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Domenica 11 Settembre 2011 00:00 |
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E' disponibile il " DECALOGO " con il programma relativo alla stagione 2011-2012 del Gruppo Sportivo Oratoriano di San Fereolo. |
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Scritto da Mauro
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Il ns. gruppo del G.S.O. ha concluso ieri l'anno sportivo con un programma pieno di iniziative e manifestazioni. La giornata è stata aperta con la santa messa celebrata dal ns. parroco Don Peppino ,coadiuvato da tutte le cariche clericali nella chiesa di Robadello e con la pertecipazione di tutti i gruppi impegnati in parrocchia . Noi del G.S.O. eravamo presenti con i ns. atleti della sez. calcio e i ns. " PICCOLI AMICI " con la loro "rumorosa" presenza non sono passati inosservati, comunque bravi e pazienti ad aspettare alla fine della funzione il piccolo ricordo donato dal parroco. Subito dopo preparazione frenetica di tavoli e panche per poter allestire al meglio il "PRANZO INSIEME" aperto a tutti . Inizio delle danze e apertura dei vassoi alle 12,30 con distribuzione del cibo preparato dalle mamme volenterose, la fame iniziava a farsi sentire . Devo essere sincero , non ho mai visto così tanta roba....... c'era da sfamare un vero reggimento !!!!!!!
La disposizione della "GRANDE ABBUFFATA" sotto il porticato della chiesa ci ha permesso di stare veramente tutti insieme e condividere la vera amicizia che c'è tra noi. Mentre i ragazzi giocavano in campo incuranti del sole pomeridiano, il fermento aleggiava tra le file per la sfida calcistica tra genitori ed allenatiri/dirigenti. Alla faccia delle scommesse clandestine che stanno colpendo il mondo del calcio, le nostre erano propio alla luce del sole con pronostici sul risultato finale. La preparazione (non altetica delle squadre) e la tensione si faceva sentire .La compagine dei genitori era talmete agguerrita ( partecipanti una quindicina di persone), che ha messo in allarme li avversari composta di n.10 unità. Al fischio d'inizio ,le forze erano al massimo e gli allenatori hanno subito fatto capire che non volevano assolutamente perdere ed alla fine del primo tempo erano in vantaggio 5-1. La ripresa è stata all'insegna della rimonta dei genitori, la presenza delle nostre giovani mamme incuranti dei contrasti hanno ben svolto il ruolo di "disturbo" sugli avversari. Incredibile ma vero ......il risutato finale è terminato in parità 6-6 ,dopo ben 70 min. di giogo.BRAVI EX RAGAZZI c'è l'avete fatta. Che fare ........, come in tutte le partite che si rispettano si è andati ai calci di rigore e sorpresa............ ha avuto alla meglio la squadra dei genitori che siè aggiudicata quindi il meritato trofeo. Un po' meno merito va a "MULO" che nel ruolo di portiere "importunato e distratto " dalle giovani mamme, non è riuscito a mantenere la concentrazione necessaria per mantenere il risultato a favore della propria squadra . Comunque sia andata,lo spirito di amicizaia ha dominato l'andamento della gara e sopratutto senza "feriti ed infortunati" Il pomeriggio è poi proseguito con l'invasione e possesso del campo dei ragazzi più giovani.
Sul reattangolo di gioco all'interno del nostro " PALASANFEREOLO "si è invece disputata la fase regionale della categoria pallavolo "OPEN" (vincitrice del proprio campinato n,d,r,) La compagine avversaria di Mantova ha avuto però la meglio, vincendo con un secco 3-1. Pazienza .... si ricomincerà a lottare già dall'inizio del prossimo anno. Le ombre incominciavano a calare sul ns. campo sportivo,ma nessuno aveva voglia di andersene.... la compagnia e il "chiasso" la facevano da padrone coadiuvate dall'ausilio di fresche bottiglie di un buon vino frizzante.
 La giornata non è ancora finita ...alle 20 inizio fase di qualificazione del torneo di calcio "Marco Torchia " in memorial del ns. amico che ci ha lasciato prematuramente in un incidente stradale. Nel cortiletto adiacente agli spoglaiatoi ,i ragazzi hanno allestito un vero e prorio barbeque all'aperto con panini, salamelle e patatine fritte. Fila di attesa 30 min. questo la dice lunga sull'affluenza di persone e amici. La serata si è poi conclusa con una dimostrazione di balli latino americano , tango e salsa . Non sò come sia andata perchè il sottoscritto dopo un'intera giornata passata un po' con tutti, ha mollato il colpo. La festa è finita ma gli amici NON se ne vanno, ...... fiduciosi e speranzosi di ritrovarci e perchè no, ancora più numerosi all'inizio del nuovo anno sportivo, non mi resta che augurarvi una buona e serena estate a tutti e ........ FORZA SANFE !!!!!!!!!!!!!!!!!!

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